Il Primo Maggio all’epoca del Coronavirus

di Kovac

Anche per il Primo Maggio, festa dei lavoratori, le misure di distanziamento sociale saranno in vigore nella maggior parte dei paesi europei, in seguito al protrarsi dell’epidemia di Covid-19. I tradizionali cortei e manifestazioni organizzati da sindacati e partiti legati al movimento dei lavoratori non saranno quindi possibili, nella maggior parte dei casi. Tuttavia, diverse iniziative sono nate per fare in modo che questo Primo Maggio non diventi un giorno di quarantena come un altro ma sia sfruttato per celebrare i lavoratori, specialmente quelli in prima linea nel fornire assistenza sanitaria ai malati e nel garantire i servizi essenziali.

Oltretutto, la tendenza generale in vari paesi europei è quella di procedere verso una più o meno graduale riapertura delle attività economiche. I pericoli derivanti da una riapertura affrettata di fabbriche, uffici e negozi per la salute dei lavoratori sono al centro delle manifestazioni alternative organizzate da varie organizzazioni in Europa.

ITALIA

In Italia, i tradizionali cortei non potranno svolgersi, in seguito alle misure prese dal governo per contrastare l’epidemia. I sindacati CGIL, CISL e UIL hanno deciso per organizzare un evento / concerto solamente televisivo in onda su Raitre e per il quale lo slogan scelto sarà “Lavoro in sicurezza: per costruire il futuro”. Non sono segnalate purtroppo forme di coinvolgimento attivo dei lavoratori, almeno in forma virtuale, al di là dell’evento musicale e della partecipazione televisiva dei leader dei tre principali sindacati italiani. 

La prevista riapertura di varie attività economiche dopo il picco dell’emergenza non fornisce la certezza che la protezione della salute dei lavoratori e l’effettiva disponibilità di dispositivi di protezione individuale siano tenute in debita considerazione, se non a livello puramente verbale. I sindacati non dovrebbero limitarsi all’elemento folcloristico del Primo Maggio, ma opporsi in maniera decisa ad ogni riapertura delle attività economiche senza la certezza che i dispositivi di protezione siano effettivamente distribuiti e siano di qualità adeguata, oltre a pretendere che i ritmi di produzione siano organizzati in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori e non viceversa.

Inoltre, è già chiaro che l’intento del padronato italiano è di mettere alle corde la classe lavoratrice, richiedendo riduzioni delle ferie, lavoro straordinario e durante il fine settimana per compensare i mancati profitti. Il sindacato italiano dovrebbe mostrare fermezza nel non cedere alle richieste padronali.

Un’altra iniziativa virtuale è quella organizzata da un nutrito gruppo di associazioni, sindacati e movimenti, tra cui Potere al Popolo, l’Unione Sindacale di Base (USB), Rete Iside Onlus, la Federazione Giovanile Comunista Italiana, la Rete dei Comunisti ed altre, che prevede un corteo virtuale di 8 ore con la partecipazione di delegati dai luoghi di lavoro, ospiti internazionali dai sindacati di tutto il mondo (tra cui Cuba, Sudafrica, Grecia, Venezuela) e vari artisti. Il tema del “corteo telematico” sarà lo slogan “Pazienza Zero, per significare l’indisponibilità a far finta che non sia successo nulla, che si possa riprendere la vita di tutti i giorni senza far pagare il conto ad un sistema che ha mostrato la sua incapacità di governare il boomerang del fallimento della globalizzazione, che ha scelto il profitto invece della salute e della sicurezza di popolazione e lavoratori”.

GERMANIA

In Germania, il principale sindacato del paese, DGB (Deutscher Gewerkschaftsbund), ha ufficialmente comunicato la cancellazione delle manifestazioni di piazza normalmente previste per il Primo Maggio. In alternativa, sono previsti degli eventi online trasmessi in diretta sul sito del DGB e sui profili Facebook e Youtube e i sostenitori sono invitati a mostrare solidarietà attraverso l’esposizione di striscioni e bandiere ai balconi.

Tuttavia, il Partito Comunista Tedesco (Deutschen Kommunistischen Partei – DKP) invita i suoi aderenti a prendere parte alle iniziative a livello locale promosse dalla piattaforma Heraus zum 1. Mai!, che prevede di richiedere l’autorizzazione a livello regionale per poter manifestare in luoghi pubblici, con il rispetto delle dovute misure di distanziamento ad almeno 1,5 m e con l’uso di dispositivi di protezione. Il DKP denuncia come il governo federale abbia deciso di incrementare la contribuzione tedesca al bilancio della NATO, sottraendo risorse alla spesa sociale, culturale e per l’educazione. Inoltre, il DKP teme che le immense risorse messe in campo dal governo federale a sostegno dell’economia per contrastare gli effetti recessivi dell’epidemia non siano destinate a sostenere salari e piccole e medie imprese, ma finiscano a sostegno dei dividendi delle banche e delle grandi imprese multinazionali.

Il partito Die Linke ha deciso di cercare di organizzare delle manifestazioni in luoghi pubblici in forma creativa, tenendo conto delle misure di distanziamento sociale necessarie per garantire la sicurezza dei partecipanti, come cortei in auto o in bicicletta. Die Linke denuncia il non rispetto della settimana lavorativa di otto ore negli ospedali e case di cura, la non osservanza delle norme di sicurezza e della distribuzione di dispositivi di protezione individuale in molte aziende, nonché la mancata osservanza delle chiusure domenicali nel settore del commercio al dettaglio.

Le principali rivendicazioni per il Primo Maggio in Germania portano sulla lotta contro l’intenzione del governo federale di scaricare i costi economici relativi all’epidemia sui lavoratori in cassa integrazione: si chiede che i sussidi di disoccupazione temporanea coprano il 90 % del salario, una patrimoniale per finanziare i costi legati alla crisi, un aumento permanente di 500 euro del salario dei lavoratori della sanità e del commercio al dettaglio, oltre all’assunzione di nuovo personale negli ospedali e all’incremento della quantità di test e di dispositivi di protezione a disposizione dei lavoratori.

FRANCIA

A Parigi, impossibile organizzare il tradizionale corteo da Piazza della Bastiglia, nel contesto delle norme di distanziamento sociale decise dal governo. I sindacati CGT, FSU, Solidaires, Fidi, MNL, Unef, UNL hanno invitato i lavoratori a manifestare dalle proprie abitazioni con dei cartelli, striscioni, facendo sentire la propria solidarietà su Twitter, Facebook, etc… I sindacati denunciano come la crisi legata al Covid-19 sia stata sfruttata per cercare di imporre ai lavoratori delle settimane di lavoro di 60 ore, la rinuncia alle ferie e ai giorni di riposo, il lavoro domenicale, degli abusi legati alla messa in pratica del telelavoro.

Il Partito Comunista Francese (PCF) ha deciso di organizzare una mobilitazione virtuale sulla propria pagina Facebook, invitando i cittadini a postare slogan e immagini di striscioni appesi ai balconi e alle finestre, utilizzando l’hashtag #MasquesPasMuselés (“con la mascherina ma non imbavagliati”)

Un fronte caldo in Francia è quello della lotta dei lavoratori della multinazionale di commercio online Amazon, per avere condizioni di organizzazione del lavoro che mettano al centro la loro salute. I lavoratori di Amazon hanno ottenuto una prima grande vittoria: la chiusura degli stabilimenti fino a che non venga discussa una valutazione dei rischi nei vari siti e messe in pratica delle valide misure di protezione.

BELGIO

Anche in Belgio,  il governo prospetta una graduale riapertura dell’attività economica, senza esser riuscito a fornire ai lavoratori della sanità e delle case di riposo i dispositivi di protezione adeguati, dopo anni di gestione negligente degli stock di mascherine.

In occasione del Primo Maggio, l’ala neerlandofona del sindacato ABVV ha invitato i suoi aderenti ad appendere alle finestre degli oggetti di colore rosso, come segno visibile di solidarietà ai lavoratori dei supermercati, a quelli sanitari, a coloro che continuano ad esporsi per mantenere in servizio i trasporti pubblici, etc… L’ala francofona dello stesso sindacato (FGTB), ha organizzato un evento live sulla propria pagina Facebook per dare voce ai lavoratori in prima linea nella lotta all’epidemia.

Il Partito del Lavoro del Belgio (PTB-PVDA) ha invitato i suoi simpatizzanti a registrare un video in cui cantano “Bella Ciao” in previsione di un flash mob per il Primo Maggio. Inoltre, la sera del 30 aprile, il PTB ha organizzato un incontro live, a cui parteciperanno, in collegamento dall’Italia, anche i medici cubani accorsi a portare sostegno nei momenti più acuti dell’epidemia.

SPAGNA

In Spagna, un altro paese fortemente toccato dall’epidema, i sindacati CCOO (Confederación Sindical de Comisiones Obreras) e UGT (Unión General de Trabajadores) hanno organizzato una giornata di mobilitazione virtuale, invitando ad esprimere solidarietà ai lavoratori in prima linea nella lotta al coronavirus e richiedendo al Governo di invertire la rotta dei tagli ai servizi pubblici praticata da anni e ad estendere la rete di protezione sociale, istituendo un reddito minimo vitale.

UNA LOTTA COMUNE: PROTEGGERE I LAVORATORI

In mancanza della possibilità di occupare fisicamente lo spazio pubblico, come da tradizione del movimento dei lavoratori, i partiti di sinistra e i sindacati hanno trovato, in molti casi, nuove forme di mobilitazione tramite l’uso delle nuove tecnologie. Un’esigenza fortemente sentita per non lasciare che le misure di contenimento della pandemia di Covid-19 e le discussioni sul riavvio delle attività economiche oscurino la realtà che si pone davanti in questo momento storico: la salute dei lavoratori è messa a repentaglio dalle esigenze della produzione capitalistica, che non può più sostenere che il profitto venga messo in secondo piano.

È più che mai necessario che i sindacati e i partiti comunisti e di sinistra occupino dunque lo spazio comunicativo per ribadire che il riavvio delle attività economiche non deve essere la priorità senza misure adeguate di protezione della salute dei lavoratori e senza che i livelli produttivi siano adattati alle necessità sanitarie e non viceversa.

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